Lasciare il bus dove c'è piu' richiesta, integrarlo con un servizio di carpooling nelle fascie orarie piu' vuote e nelle periferie.
Nella miglior delle condizioni, un bus è pieno in un senso e vuoto nell'altra direzione.
Altrimenti viaggia vuoto per la maggior parte dei percorsi: la mattina presto, la sera, nei week end, nei percorsi in periferia per giungere ai paesi piu' piccoli.
A tutto questo c'è un rimedio: pagare le auto che girano vuote (con il solo autista) per dare un passaggio alla gente che non può o vuole usare l'auto.
Niente viaggi a vuoto, frequenza elevata, copertura di tutto il territorio nelle ore piu' disparate.
Come attivare questo passaggio epocale?
I problemi sono due: il giusto prezzo e la quantità minima di utilizzatori.
Se si fa pagare ai singoli utilizzatori un pedaggio a km (10 centesimi?), la spesa per gli utilizzatori sarebbe piu' alta del trasporto pubblico, ma poco per chi dà un passaggio.
Se il trasporto pubblico è gratis, il costo per gli utilizzatori, sarà sempre "elevato", ma mai come usare l'auto.
Un'auto costa almeno 3000 euro all'anno (se usata).Se fa in un'anno 10.000 km, avrà un costo di 30 centesimi a km. Se faccio pagare questo costo, il trasporto alternativo di questo tipo, può essere conveniente per chi usa l'auto poco, ad esempio se fa 3000 km in un'anno, ma comunque deve dipendere dagli altri, e non ha la libertà di un'auto di proprietà. Il trasporto di questo tipo gli costerebbe 1000 euro all'anno, con un risparmio di 2000 euro. Bisogna vedere se il trasporto è efficiente e se copre tutte le sue necessità. Dovrebbe fare 3000 km in un anno, in un contesto dove si usa prevalentemente il trasporto pubblico, mentre le tratte periferiche e gli orari fuori dalle ore di punta, dovrebbero essere poche. Potrebbe essere il caso di gente che vive in città.
Con 0.3 euro a km, chi raccoglie queste persone, "guadagna", a fare 5 km, 1,5 euro. L'incasso, e la gestione dell'incontro, dovrebbero avere costi minimali, altrimenti diventa sconveniente, e comunque è proprio un incasso minimo, anche se raccoglie due persone.
Se l'ente pubblico mette in conto il costo che ha nel gestire il trasporto pubblico nelle tratte e nelle ore piu' vuote, avrebbe una sorpresa.
E' meglio che pagasse le auto per fare questo servizio, piuttosto che farlo con i bus, risparmierebbe.
Ecco che potrebbe contribuire con pari importo per le tratte in questione, decidendo di raddoppiare l'incasso per le auto che fanno il trasporto.
Il viaggio tipico pendolare è solitamente di pochi km.
in questa simulazione prevediamo 8 km di andata, con 3 km effettuati con il bus gratuito.
Chi deve fare 10 km tra andata e ritorno con questa forma di trasporto, pagherebbe al giorno 10*0.3= 3euro, per 200 giorni annui sarebbe 600 euro, con un contributo di pari importo per l'ente pubblico.
Chi dà il passaggio otterrebbe 600*2= 1200 euro, con la possibilità di avere piu' passeggeri.
E' sostenibile per l'ente pubblico? L'ente pubblico siamo tutti noi contribuenti.
Se si pagasse tanto per gli autisti delle auto, vorrebbe dire che gli stessi autisti dovrebbero pagare una tassa per ricavare i soldi.
gli incentivi o i disencentivi, sono le due faccie dello stesso problema. Se si vuole dare incentivi, occorre tassare tutti, se si vuole far pagare chi crea problemi, pagherebbero solo quelli.In piu' se si crea un sistema di trasporto efficiente, si ridurrebbero i costi dell'ente pubblico con conseguente riduzione delle tasse!
Qui la questione è capire quanto costa alla collettività il trasporto su auto privata. Ho già fatto un post per vedere il costo dell'accesso alla città, ma qui si tratta di vedere in periferia.
Il costo maggiore è l'effetto serra, l'inquinamento che bisogna contrastare in tutti i modi per evitare un futuro problematico con temperature che non consentono la sopravvivenza in maniera decente.
C'è poco da fare, bisogna contrastare la deriva, intervenire più tardi significa un disastro, se tutti intervengono si può rimediare, per cui non ci sono santi, la fine della civiltà ha un costo che non si puo' sostenere. L'unico costo sensato è quello che consente di ridurre il trasporto a auto con tre persone a bordo.
chi non dà passaggio, dovrebbe contribuire economicamente, 0.3 euro a km (vediamo se è accettabile).
Ecco cosi' si farebbe pagare per l'inquinamento da effetto serra a chi lo produce, mentre chi viaggia in compagnia dovrebbe essere esente, con la libertà di chiedere un contributo a chi si dà il passaggio.
In questo modo si creerebbe un trasporto pubblico efficiente, basato sugli spostamenti individuali.
Sarebbe prima il caso di realizzalo per la città dove il problema delle auto è piu' evidente, per poi spostare l'intervento alla periferia.

