Il succo di una legge sulla mobilità dovrebbe essere la determinazione dei costi che ogni veicolo provoca, per metterli in conto a chi li provoca. Ho messo in ordine per primi gli impatti maggiori e poi quelli minori. Si può vedere come gli impatti del tempo perso siano straordinariamente alti, confrontati ad esempio ai costi sanitari.
CONTEGGI dei costi che provoca ogni auto in città:
TEMPO FATTO PERDERE AGLI ALTRI: faccio l’analisi solo per la città. Ogni auto che entra in più provoca un piccolo ritardo a tutte le altre. La somma di tutti i ritardi diviso per le macchine che entrano è il ritardo che provoca ogni auto, che è quindi pari al ritardo medio di ciascuna auto.
Ogni autista solitario, perde del tempo prezioso, ma è a causa sua. Chi entra in città come passeggero di auto o bus, con la bici o a piedi invece subisce questo danno senza essere colpevole. Queste persone vanno indennizzate a spese di chi viaggia solitaria in auto. Vi è circa una persona su bus o come passeggero per ogni persona che viaggia solitaria.
I ritardi vanno calcolati cosi':
La velocità media delle auto in città durante il giorno è inferiore ai 20 km/h , mentre in assenza di traffico, durante la notte, si puo’ viaggiare ai 55 km/h, secondo i limiti di legge.
La differenza di tempo impiegato è di 2 minuti a km. E’ giusto quindi che l’automobilista che entra paghi un pedaggio proporzionale al ritardo che crea a chi non è colpevole dei ritardi.
Viene preso il valore del tempo medio pari a 15 euro all’ora quindi per ogni km si farà pagare 2 minuti, ovvero 0.5 euro per km, cioè 2.5 euro per tratta di 5 km.
Tempo perso per accompagnare i bambini piccoli:
I bambini tra i tre e gli otto anni vanno accompagnati a causa del pericolo del traffico. Non possono essere lasciati incustoditi e lasciati liberi di giocare. Un adulto, per almeno mezz’ora al giorno deve seguirli appositamente.
La percentuale di questi bambini, e quindi degli adulti che li devono seguire rappresenta un ventesimo della popolazione della città. ( media di 5 anni su una vita media di 100 per comodità).
Questo tempo va pagato da metà della popolazione che usa l’auto, per cui 30’/(1/20)*(1/2)= 3’ a testa, per cui 0.75 euro a giorno. Considerato 6 tratte al giorno si ha un costo a tratta di 0.12 euro
Disagio per il Rumore: Se non ci fosse il rumore, non sarebbero necessarie le finestre a tenuta del rumore. considerando che un terzo del costo della finestra è destinato a questo scopo, considerato che una finestra costa circa 900 euro e per ogni persona ci sono mediamente 3 finestre, considerato che durano 20 anni e che questo costo copre solo il periodo invernale quando si possono tenere chiuse, si ha: 1/3*900*3/20=45 euro. Considerato pari il costo durante l’estate si ha un costo a persona per evitare o subire il disagio pari a 90 euro all’anno. Solo una persona su due possiede l’auto per cui chi ha l’auto mette a disagio due persone e quindi il costo è doppio, pari a 180 euro. Se si considera un’uso di 360 giorni si ha un costo giornaliero di 0.5 euro. Considerate come prima 6 tratte al giorno, si ha un costo di 0.1 euro
Turismo: La gente che entra in città deve trovarsi a suo agio.Il turismo a Trento conta molto in termini di pil. Stimo il 10%, per cui su un reddito medio di 25.000 euro circa 2.500 euro è dovuto mediamente al turismo. Avere una città a misura d’uomo puo’ aumentare questo apporto, o al contrario ridurlo. Una città con poco traffico e molti trasporti pubblici efficienti e gratuiti puo’ essere un’attrazione.
Si consideri un maggior attrattività del 30% con una città con metà traffico. Cio’ significa 2.500*0.3=750 euro di mancato guadagno a testa se ci fosse metà traffico. E’ quindi un costo che provocano le auto, e va caricato sulla tariffa. Sono 6 tratte al giorno da tre km.per cui 750/365/6= 0.30 euro per tratta.
Costi sanitari: con l’assicurazione si pagano solo i danni diretti, che quindi non vanno conteggiati perché sono già a carico degli automobilisti.
Non vanno conteggiati neppure i costi per colpa del conducente, perché chi è causa del suo male non va pagato dalla società, vanno pagati invece tutti i costi legati all’inquinamento come le morti e malattie respiratorie.
Considero i costi italiani della sanità Consideriamo 6000 morti all’anno e una pari quantità di disabili a un costo di un milione di euro l’uno e divisi per i 30milioni di autisti, si ha un costo annuo per autista, cioè colui che provoca il danno, pari 400 euro che sono circa 1 euro al giorno.
In città si viaggia solo per il 50%, per cui va considerato 0,5 euro. Considerate e il viaggio tipico italiano, dedotto da una statistica, di 6 tratte da cinque km al giorno di percorrenza media delle persone si ha un costo di 0.08 euro a tratta.
Danni da anidride carbonica prodotta.
Occorrerebbe stimare le morti future e i costi futuri legati a questo problema.
Ma il calcolo per intanto non lo faccio perchè troppo incerto.
Il costo eventualmente andrebbe applicato sulle fonti fossili che provocano anidride carbonica (e non sulle auto elettriche)
Occupazione suolo pubblico: se il parcheggio viene fatto pagare per il suo vero valore di mercato,e cioè il parcheggio piu’ occupato viene pagato di piu’, chi parcheggia sostiene già direttamente i costi dell’occupazione di suolo pubblico, per cui non vanno conteggiati.
RIEPILOGO dei danni in euro per ogni tratta di cinque km in città:
Danni per tempo perso: 2.5 euro
Danni per tempo perso per i più piccoli 0.12 euro
Danni diretti per rumore 0.1 euro
Danni mancato incasso turistico 0.30 euro
Danni sanitari 0.08 euro
Il danno complessivo che una macchina crea per ogni tratta di cinque km è quindi di euro 3.10, che andrebbe messa in conto a chi lo provoca.
Arrotondando: 0.6 euro a km ma solo per chi viaggia da solo
Come si vede , le cose che vengono esaltate come negative del traffico automobilistico, e cioè il disagio sanitario e acustico sono sostanzialmente trascurabili rispetto al tempo perso. Considerato che la tendenza è costruire auto contemporaneamente sempre più silenziose pulite e sicure, ritengo errato agevolare nel traffico le auto ibride e elettriche, ma dovrebbero avere diritto a agevolazioni commisurate ai loro vantaggi per il resto della popolazione, che può essere solo un contributo minimo nel costo d’acquisto.
L’applicazione della tariffa deve essere graduale nel tempo e ricalcolata di volta in volta perché il traffico potrebbe calare notevolmente anche per una applicazione parziale dei costi reali che si fanno pagare agli altri.