Le mie analisi precedenti dicono sostanzialmente due cose:
Per le auto tutto è gratis, e poi determino quale sarebbe il costo che dovrebbero pagare per entrare in città
Ora analizzo come dovrebbero essere gestiti i soldi raccolti.
Partiamo prima dalle città nelle ore di punta.
Siccome il danno viene fatto a tutti (qui magari apro un nuovo capitolo), i soldi dovrebbero essere restituiti a tutti. Dato che solo metà della popolazione è un’automobilista, i soldi raccolti da ogni automobilista dovrebbe essere diviso per due per trovare i soldi che ogni persona riceverebbe.
Considerando una tassazione delle strade per una media di 3 euro a tratta, si avrebbero per due tratte una spesa giornaliera di 6 euro, che va divisa a metà per calcolare il finanziamento dei cittadini. Ogni anno i cittadini riceverebbero quindi 3*365= circa 1000 euro a testa.
Significherebbe un maggior benessere per tutti, per la fascia di popolazione piu’ povera significa un maggior reddito, mentre per quella piu’ ricca significa strade piu’ veloci.
Il mercato diventerebbe efficiente, perché i prezzi inglobano veramente i costi, e questi non vengono rigettati sulla collettività, come si è sempre fatto.
Ognuno farebbe come crede, facendo cioè le scelte piu’ intelligenti, che i politici non sanno prendere. Sicuramente la gente userebbe meno l’auto, e andrebbero alla ricerca di soluzioni alternative, mai affrontate prima perché fino ad ora il mezzo privato era economico.
La prima cosa che si potrebbe fare è dare la precedenza alla localizzazione ottimale dei servizi, del lavoro, della residenza, la cui collocazione non baricentrica sarebbe maggiormente costosa.
Poi sarebbero ottimizzare i viaggi, evitando viaggi inutili e evitabili
Poi condividere l’auto con famigliari e amici.
L’intervento sui mezzi pubblici sarebbe per far pagare progressivamente il prezzo pieno di costo, facendo progressivamente intervenire il mercato con le sue offerte. Però nel frattempo la città diverrebbe piu’ scorrevole per gli autobus, che quindi diverrebbero piu’ veloci, perché non avrebbero l’ostacolo del traffico, quindi sarebbero piu’ pieni e….meno costosi (il costo dell’autobus dipende in modo inversamente proporzionale al suo riempimento e alla sua velocità).
Investire sul mezzo pubblico in città, verrebbe considerata una scelta lungimirante perché porta benefici a tutti, all’azienda pubblica ai cittadini. Il trasporto pubblico subirebbe un percorso virtuoso che si autoalimenta, e non sarebbe piu’ in deficit, perché anche i cittadini piu’ poveri avrebbero i soldi da spendere per usarlo (i famosi 1000 euro).
Questo, mi preme ricordarlo, in città nelle ore di punta.
Analizziamo cosa succede nelle fasce orarie deboli e nei luoghi meno abitati.
Si eviterebbero gli sprechi degli autobus, le corse inutili, inutilmente tortuose o sempre vuote.
D’altra parte gli automobilisti cercherebbero di usare meno l’auto, perché diventerebbe un mezzo inutilmente costoso.
A questo punto, però il trasporto pubblico non sarebbe piu’ garantito e diventerebbe molto costoso
Si rinuncerebbe gradualmente al monopolio dell’ente pubblico sul trasporto collettivo Si avrebbe . in aggiunta ai soldi raccolti con la tassa sulla città (1000 euro come abbiamo visto) i soldi da distribuire spesi oggi per i bus, circa 250 euro a testa, perché nel frattempo diventerebbe famigliare un’altra modalità di trasporto: il viaggio condiviso con le auto degli altri, che come abbiamo visto non va tassato.
Se uno passa davanti a una fermata del bus, dà un passaggio a una persona e si risparmia la tassa per la città, formando cosi’ un’incredibile trasporto pubblico.
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